“La Rondine”: storia

Era il Natale 2000 quando a Fossano volarono ‘le rondini’. Non era uno scherzo del tempo, che finora non si è ancora spinto a tanto, ma pagine di un giornalino che, con l’emblematico titolo “La Rondine”, simbolo di libertà e di rinascita, voleva essere la voce del carcere “S.Caterina”. L’idea era nata in biblioteca, un luogo dove, allora, i detenuti potevano accedere liberamente durante l’orario di apertura per il prestito dei libri. Qui si passavano momenti di dialogo aperto, interessanti scambi d’idee e
non solo sui libri letti, riflessioni su scritti personali di alcuni e così era venuto quasi naturale pensare ad un giornale su cui riportare tutta la ricchezza di pensiero e di umanità che è possibile incontrare anche “dentro le mura”. Era un’altra opportunità per la persona reclusa di passare in modo costruttivo il tempo infinito e ozioso della detenzione, di sentirsi viva e valorizzata nelle sue qualità attraverso la pubblicazione di articoli, scritti personali, poesie, disegni. Inoltre poteva essere una nuova modalità per sviluppare ulteriormente la conoscenza e la visibilità del carcere nel territorio fossanese e sensibilizzarlo ai suoi problemi. L’iniziativa veniva così accolta favorevolmente e sostenuta dai detenuti, dai volontari, dagli operatori interni ed esterni al carcere ed, in
particolare, dalla direzione che provvedeva al finanziamento con fondi dell’Amministrazione Penitenziaria. Il primo numero de “La Rondine” usciva a gennaio del 2001, grazie alla collaborazione di Alberto Barbero e Carlo Barolo che ne avevano curato la veste grafica e della giornalista Luigina Ambrogio per la supervisione degli articoli. Da allora il giornalino è uscito regolarmente ogni tre mesi, coordinato dalla volontaria Franca Ravera che segue tutte le fasi di elaborazione interna ed esterna al carcere, videoimpaginato dalla cooperativa “Nuove idee”, formata da portatori di handicap e stampato presso un negozio specializzato in un numero limitato di copie, distribuite inizialmente all’interno del carcere e a simpatizzanti esterni.
La regolarità delle pubblicazioni rappresenta già un traguardo importante perché non sono mancate le difficoltà. Il primo problema è quello di riuscire a tenere sempre una redazione di persone in grado e con la voglia di scrivere e di raccogliere il materiale che poi andrà sul giornale; questo perchè nel carcere di Fossano ci sono tutti detenuti a fine pena e quindi non c’è la possibilità di avere un gruppo stabile di redattori e collaboratori. Finora, tra i molti che sono entrati e usciti, qualcuno c’è sempre stato interessato e impegnato a far crescere il giornale, lasciandovi un’impronta che rende diversa l’impostazione di ogni numero pubblicato. Inoltre la redazione era ospitata in
biblioteca ed i redattori si potevano riunire solo in presenza della volontaria; l’uso del computer non era autorizzato per cui tutti i manoscritti dovevano essere copiati dalla coordinatrice. Queste grosse difficoltà logistiche si sono superate solo all’inizio del 2004 quando, su interessamento del Comandante di reparto, Pasquale Maglione che da sempre ha sostenuto e contribuito al giornale, veniva predisposto un apposito locale al terzo piano, attrezzato di tutti gli strumenti informatici necessari. Qui le persone autorizzate possono riunirsi liberamente e autonomamente per impostare ed eseguire il lavoro di redazione. Ma il momento più difficile è stato vissuto

nell’autunno del 2003 quando l’improvvisa comunicazione del taglio dei fondi da parte del Ministero di Giustizia pareva pregiudicare il futuro stesso del giornale. I settimanali locali e La Stampa, nella pagina di Cuneo avevano dato spazio al problema, i volontari e alcuni familiari di detenuti si erano mobilitati alla ricerca di finanziamenti. Si era sviluppata una gara di solidarietà che aveva dato i suoi frutti: la Fondazione della Cassa di Risparmio di Fossano, su interessamento del suo Presidente dott. Miglio aveva devoluto importanti risorse; il Comune di Fossano, grazie alla sensibilità del dott. Milanesio, aveva messo a disposizione gratuitamente la stamperia comunale; il settimanale diocesano La Fedeltà si assumeva la responsabilità editoriale nella persona del suo direttore, Corrado Avagnina, concedendo la pubblicazione del giornale come supplemento gratuito. Ancora una volta Fossano era stata capace di ascoltare la richiesta di aiuto e di rispondervi in modo fattivo.
Così si è passati dal pericolo della soppressione del giornale al suo rilancio con rinnovato entusiasmo e su basi più ampie. Le sue copie sono distribuite gratuitamente nelle edicole, nelle librerie, nella biblioteca comunale della città di Fossano e possono essere richieste presso le suore Domenicane, via Bava n°36.
Oggi, a “La Rondine” viene data la possibilità di spiccare un volo ancora più alto. Grazie alla sensibilità del prof. Alberto Barbero, da sempre disponibile alla collaborazione, due studenti, Luigi Basile e Bruno Pisani della classe V B Informatica dell’I.I.S. “Vallauri” di Fossano, nell'anno scolastico 2004/05, hanno elaborato questo sito Internet dove sono raccolti di tutti i numeri finora pubblicati. Questa esperienza, che coinvolge il Comune di Fossano come fornitore del server è un’ulteriore riprova del vivo rapporto che lega la Casa di Reclusione di Fossano al territorio locale e rappresenta un importante stimolo per tutti i soggetti interessati, detenuti, volontari, operatori a proseguire, con fiducia e nuovo slancio, la comunicazione dal carcere e sul carcere.
Il sito è stato poi ultimato da due alunni della V B Informatica dell'anno scolastico 2006/07, Nicola Franzese e Denis Patti.